
sleeping cat
“La solitudine fa maturare l'originalità, la bellezza strana e inquietante, la poesia.”— Thomas Mann, La morte a Venezia
Tutto -
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta tra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.
Wislawa Szymborska
Uno studioso al microscopio vede molto più di noi. Ma c’è un momento, un punto, in cui anch’egli deve fermarsi. Ebbene, è a quel punto che per me comincia la poesia.
René Magritte
“You will never be able to experience everything. So, please, do poetical justice to your soul and simply experience yourself.”— Albert Camus
Con la mente grido.
Con il cuore penso.
Con lo sguardo amo.
Con il petto vedo.
Con l’anima mi trasformo…
Jack Kerouac
“Gently, gently make room for happiness at last.”— Albert Camus, from Notebooks 1951-1959 (Ivan R. Dee Publisher, 2008; first published 1989)
- Learn how to take planned breaks
- Plan reward when you reach your goals
- If goals are time framed based, make sure they’re realistic. Nothing is more discouraging then thinking you’re failing
- Engage with other writers who are positive and excited about their work.
- Read books in your genre of passion. Remind yourself why you’re writing one!
- Have more than one project to jump to if one starts to get stuck.
- Make writing time special, with snacks, music, candles - things you ONLY let yourself have during writing time.
- If your schedule allows, try writing at the same time every day. If its a habit, you won’t drag your feet as much.
- Talk to other writers! Tell them why you write! Even if you just scream it into the void that is Tumblr, writing it down and putting it into words is a powerful reminder of why you want to complete this project.
Add your own, because sometimes writing starts to feel bogged down to me too, and I could always use more help
Gruppo di famiglia in un interno
Avond (Evening): The Red Tree, 1910, Piet Mondrian
Medium: oil,canvas
https://www.wikiart.org/en/piet-mondrian/avond-evening-the-red-tree-1910
“Alle volte è dentro di noi qualcosa (che tu sai bene, perché è la poesia) qualcosa di buio in cui si fa luminosa la vita: un pianto interno, una nostalgia gonfia di asciutte, pure lacrime.”— Pier Paolo Pasolini
La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare.
- Giorgio de Chirico
“Dentro di noi c’è qualcosa che non ha nome, quel qualcosa è ciò che siamo”— Josè Saramago
(via sentieri-dei-nidi-di-ragno)
“Le parole che definiscono i sentimenti sono molto vaghe, è meglio evitare il loro impiego e attenersi alla descrizione degli oggetti, degli esseri umani e di se stessi, vale a dire alla descrizione fedele dei fatti.”— Agota Kristof, Trilogia della città di K.
Ma avere un cuore da bambino non è una vergogna. È un onore. Un uomo deve comportarsi da uomo. Deve sempre combattere, preferibilmente e saggiamente, con le probabilità a suo favore, ma in caso di necessità deve combattere anche contro qualunque probabilità e senza preoccuparsi dell'esito. Deve seguire i propri usi e le proprie leggi tribali, e quando non può, deve accettare la punizione prevista da queste leggi. Ma non gli si deve dire come un rimprovero che ha conservato un cuore da bambino, un'onestà da bambino, una freschezza e una nobiltà da bambino.
Ernest Hemingway, “Verso all'alba”
Pagine e pagine, riempirle di pietre,
erba, foreste, cieli,
movimenti di persone in strada,
voci, case, passato, oggi, statue,
fiumi e onde e bicchieri e vasi
e intonaco bianco e nuvole.
Oltre a questo, voglio vivere,
voglio vedere, essere leggero,
potente ed essere felice.
(Alberto Giacometti)
“La Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta. Aggiungo: infinita. (…) Questa elegante speranza rallegra la mia solitudine.”—
Jorge Luis Borges - Finzioni
Palaces of self-discovery: A series on libraries
“Reading is solitude,” Italo Calvino once said, embodying the inspiration behind this series. These temples of cultural worship gather communities, and yet the literary experience, and therefore the experience of a library, remains solitary. Giving groups of scholars and peers glimpses into the past, present and future of humanity, literature offers an unparalleled opportunity to explore one’s self from within through the unique internal narrative that each reader develops. It is this internal narrative that forms us when we are young, matures with us, and grows when we feed it. It was the first means of travel offered to many and continues to be the most accessible form of escape for millions of people seeking knowledge, the world, themselves. It is with an eye towards this improbable bled of public space and private experience that Poirier displays some of the finest libraries, both classical and modern, across Europe.
Poirier’s perspective pays homage to the personal touches and interpretations of literature that these architects brought to each library. Like fingerprints, each architect crafted his vision for a new space for this sacred self-exploration. These seemingly minute details are everywhere, from the balance of natural and artificial light to optimise reading yet preserve ancient texts to the selective use of studying tables to either foster community or encourage lonely reflection. The selection of these libraries that span space, time, style and cultures were carefully selected for each one’s unique ambiance and architectural contribution. This is reflected in Poirier’s tasteful use of symmetry to highlight classical values of beauty, and the strong visual interpretation of the solitude that one feels when immersed in reading.
A bird with a pen. Vie privée et publique des animaux. 1868. e-rara
The Queen of Swords in the Fantastic Menagerie Tarot, Baba studio, Baba store
“Allora mi resi conto di cosa succedeva: per me, già da piccolo, il fantastico non era ciò che la gente considerava fantastico; per me era un modo della realtà, che in certe circostanze si poteva manifestare, a me o ad altri, attraverso un libro o un fatto, ma non era una frattura all'interno di una realtà stabilita. Mi resi conto che io vivevo, senza saperlo, in una familiarità totale con il fantastico, perché mi sembrava tanto accettabile, possibile e reale quanto il fatto di mangiare una minestra alle otto di sera: quindi credo che a quel tempo io fossi già profondamente realista, più realista dei realisti, dato che i realisti come il mio amico accettavano la realtà solo fino a un certo punto, e tutto il resto era fantastico. Io accettavo una realtà più grande, più elastica, più dilatata, in cui entrava tutto.”— Lezioni di letteratura, Julio Cortázar
Tra le pagine di un libro…
La sua anima ha smesso di sognare
il suo mondo ristretto
Quando riuscirà?
Quando salterà?
Il suo sguardo, per lo scorrere continuo delle sbarre
è diventato così stanco, che non trattiene più nulla!
E’ come se ci fossero mille sbarre intorno a lui
e dietro le mille sbarre nessun mondo!
Quando arriva il tempo della fuga?
La nostalgia non trattiene!
La libertà vicina lo chiama:
“Alzati e corri!” Un uomo giace a terra, morto
davanti alla porta della gabbia
È riuscito!
Ha saltato!
L’incedere morbido dei passi flessuosi e forti
nel girare in cerchi sempre più piccoli
è come la danza di una forza intorno a un centro
in cui si erge, stordito, un gran volere!
Quando arriva il tempo della fuga?
La nostalgia non ci trattiene!
La libertà vicina lo chiama:
“Alzati e corri!”
Quando arriva quel salto
che gli permette la fuga?
La libertà vicina lo chiama:
“Alzati e salta!”
Soltanto a tratti si alza, muto, il velo delle pupille
Allora un’ immagine vi entra, si muove.
Rainer Maria Rilke
“Eppure, alla domanda: “Per chi scrive ?” aveva spontaneamente risposto: “Per nessuno; per il silenzio forse che è sempre attesa di qualcuno.”— Edmond Jabès
Dunque, per ascoltare
avvicina all’orecchio
la conchiglia della mano
che ti trasmetta le linee sonore
del passato, le morbide voci
e quelle ghiacciate,
e la colonna audace del futuro,
fino alla sabbia lenta
del presente, allora prediligi
il silenzio che segue la nota
e la rende sconosciuta
e lesta nello sfuggire
ogni via domestica del senso.
Accosta all’orecchio il vuoto
fecondo della mano,
vuoto con vuoto.
Ripiega i pensieri
fino a riceverle in pieno
petto risonante
le parole in boccio.
Per ascoltare bisogna aver fame
e anche sete,
sete che sia tutt’uno col deserto,
fame che è pezzetto di pane in tasca
e briciole per chiamare i voli,
perché è in volo che arriva il senso
e non rifacendo il cammino a ritroso,
visto che il sentiero,
anche quando è il medesimo,
non è mai lo stesso
dell’andata.
Dunque, abbraccia le parole
come fanno le rondini col cielo,
tuffandosi, aperte all’infinito,
abisso del senso.
Chandra Livia Candiani
Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.
E’ il logico che cerca di mettere il cielo dentro la propria testa.
Ed è la sua testa che si spacca.
Gilbert Keith Chesterton
William S. Burroughs Looking at Plywood Cut-out Silhouette, Lawrence, Kansas,Photo by Allen Ginsberg, 1992
i sogni volano alto prima di infrangersi
Margaret Atwood, MaddAddam (via quotespile)
… e queste storie sono concatenate l’una con l’altra proprio come le mille notti arabe di Sheherazade