“Di parole, ce ne sono che si nascondono in mezzo alle altre, come dei sassi. Non si riconoscono a prima vista e poi eccole lì che però ti fanno tremare tutta la vita che hai, tutta intera, e nel suo debole e nel suo forte… Allora è il panico… Una valanga… Resti lì come un impiccato, sopra le emozioni… è una tempesta che è arrivata, che è passata, troppo forte per te, così violenta che non l’avresti mai creduta possibile solo con dei sentimenti… Dunque, non si diffida mai abbastanza delle parole, è quel che concludo.”
- Louis-Ferdinand Céline, “Viaggio al termine della notte”. (via punti-disutura)
“Larry Ferlinghetti, City Lights office desk, he didn’t see me come in, he was absorbed looking in book. March 18, 1985 (Photo and caption: Allen Ginsberg/ Courtesy Allen Ginsberg Estate)
Poet, artist and publisher Lawrence Ferlinghetti poses in a window overlooking his bookshop, City Lights, San Francisco, California, 1982. By Chris Felver.
“Dunque, d'ora in poi parlerò ogni notte. A me stessa. Alla luna. Passeggerò, come ho fatto stasera, gelosa della mia solitudine, nell'argento livido della fredda luna, che splende strappando una miriade di scintille ai cumuli di neve appena caduta. Parlo da sola e guardo gli alberi scuri, beatamente neutrali. Molto più facile che affrontare gli altri e dovere apparire felice, invulnerabile, intelligente. Senza più nessuna maschera, cammino parlando alla luna, alla forza neutrale e impersonale che non sente, ma si limita ad accettare la mia esistenza. E che non mi fulmina.”
“You are the only person I can talk with about the shade of a cloud, about the song of a thought — and about how, when I went out to work today and looked a tall sunflower in the face, it smiled at me with all of its seeds.”
— For Vladimir Nabokov’s birthday, his impossibly beautiful love letters to Véra, the love of his life, Letters to Véra (Penguin Classics, 2016)
“He heard what her eyes said to him from beneath their cowl and knew that in some dim past, whether in life or revery, he had heard their tale before.”
- James Joyce,A Portrait of the Artist as a Young Man
(via soracities)
“Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare […], a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole. Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.”
“Il mio amore per Te si è sminuzzato in giorni e lettere, in ore e righe. Di qui l'inquietudine. Una lettera oggi, una lettera domani. Tu vivi, io voglio vederTi. Trapianto dal Sempre all'Adesso. Di qui il tormento, la conta dei giorni, l'insignificanza di ogni singola ora, l'ora soltanto come passo innanzi… verso la lettera. “Essere” nell'altro o “avere” l'altro (o voler avere, o in genere “volere”, è lo stesso!). Quando me ne accorsi, tacqui.
Adesso tutto è passato. Dei miei desideri vengo presto a capo. Che cosa volevo da Te? Nulla. Semmai: essere accanto a Te. Forse semplicemente: venire da Te. […]”
- Marina Cvetaeva a Rainer Maria Rilke, 3 giugno 1926, “Lettere”, SE, 2010. (via punti-disutura)
“Io accarezzo il silenzio. Il silenzio – che mi spedisci – tu. La prontezza della tua assenza la assaporo – la mancanza – qui nel pieno del petto vuoto, la sorseggio come un vino difficile, te la dono come una mano grande aperta sotto la pioggia.”
— Chandra Livia Candiani da “La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore”, Einaudi, 2014.
“Credo che sia un errore pensare che la letteratura sia fatta di parole. No, non è fatta di parole. Cioè, è fatta anche di parole, ma è fatta soprattutto di immagini, di sogni. E i sogni sono reali, come lo stato di veglia.”
“To me it is really important to live in what I call the spaces in-between. Bus stations, trains, taxis, or waiting rooms in airports are the best places because you are open to destiny, you are open to everything and anything can happen.”
(Updated 02/01/21) Hey all, I’ve got quite a few writing advice posts & answered Asks on my blog at this point, so I’m making this reference guide to make it easier to find what you’re looking for. Hope it helps!
Hi there! Thanks for writing, and sorry for the late response. What you’re describing to me sounds like a flat character arc. I talk a bit about this in my book, but basically flat character arcs happen when the main character doesn’t really change in the course of the story. At first glance, this might sound like a big story no-no, but it’s actually more common than most people realize. Sherlock Holmes, Katniss Everdeen, and Wonder Woman all arguably have flat character arcs. A lot of the examples of flat character arc come from heroic type stories, where the character holds fast to their values in the face of obstacles or adversity, and in the end we end up feeling good about their choices. In literary fiction, it’s more common to see a character who holds fast to their values in a way that we come to view as tragic, such as in The Great Gatsby.
But it sounds to me like your story has more of an opportunity for a character arc than you may realize. You say that your main character finds the support and acceptance she needs to change her life, although this change doesn’t actually happen during your novel. Which leads me to believe that she spends least part of story either looking for that support and acceptance and not finding it, or refusing to look for it at all. It’s possible that the character arc you want for her may be hiding within that conflict. What comes between her and finding that support, and how does she have to change in order to get it? If the obstacles are purely external (e.g. all of the therapists she’s called have a waiting list), you may still end up with a fairly flat character arc, and that’s fine. But if your character is battling with anything internally (she fears asking for help, being vulnerable with others triggers too much shame, etc.), there is a lot more opportunity to create a positive arc if you want one.
Writing tip #11: Most character worksheets are useless (favorite cereal? who cares??). Instead, find out:
what your character wants
what’s going to get in their way
what they’re going to do about that
what will happen if they fail
how they will change (or not) as a result
Just give me a drop of your love every day and that will be enough for my heart to revive and bloom as when the dew gives life to a flower no matter the place, the reason and the moment…
Solo dame una gota de tu amor cada día y eso será suficiente para que mi corazón reviva y florezca como cuando el rocío le da vida a una flor sin importar el lugar, el motivo y el momento…
Ma ricordo anche un momento di chiara dolcezza, il mio volto chinato sul tuo, le mie labbra parlanti con franca umiltà di cose umili e nascoste. Nessuno, mi ha mai veduta così spoglia d’orgoglio, così vestita di pura tenerezza.
Amalia Guglielminetti, da una lettera a Guido Gozzano