lunedì 7 settembre 2026

Le piccole morti senza funerale

 



Restare umani

Ci sono cattive notizie che arrivano con il rumore delle sirene. Altre arrivano in punta di piedi, attraverso una frase quasi impossibile da scrivere: chiudiamo.

Il 6 settembre Autistici/Inventati ha annunciato che chiuderà e sospenderà a breve tutti i suoi servizi. Venticinque anni di email, blog, siti, archivi e comunicazioni costruiti fuori dalla logica commerciale della rete stanno per finire.

La storia è iniziata con una sanzione del governo degli Stati Uniti e, nel giro di pochi giorni, ha coinvolto domini, servizi, banche, infrastrutture. Ma forse la parte più importante di questa storia non riguarda la tecnologia. Riguarda una parola molto più antica: responsabilità.

Autistici/Inventati avrebbe potuto scegliere il gesto eroico, quello che piace tanto alle fotografie della memoria: restare online a ogni costo, resistere fino all'ultimo server, trasformare la propria sopravvivenza in una bandiera.

Ha scelto di fermarsi.

Non per paura, dicono, e nemmeno per rinunciare alle proprie idee. Per proteggere le persone che avevano affidato loro una parte della propria vita digitale. Continuare, in quelle condizioni, avrebbe potuto esporre utenti e comunità a conseguenze che non avevano scelto.

È una conclusione amara, ma c'è qualcosa di profondamente umano proprio nella rinuncia al martirio.

Forse è questo il senso della frase che dà il titolo al loro ultimo messaggio: restare umani.

In un'epoca in cui tutto tende a trasformarsi in infrastruttura — le relazioni, le opinioni, la memoria, perfino la protesta — è curioso che a ricordarci cosa significa una comunità sia proprio una comunità digitale.

Vent'anni fa Internet sembrava promettere un'altra cosa: uno spazio nel quale fosse possibile parlare senza chiedere il permesso. Poi sono arrivati il mercato, gli algoritmi, la sorveglianza, la concentrazione del potere. E oggi scopriamo che anche un server può diventare un luogo politico.

Autistici/Inventati se ne va. Ma nel suo ultimo messaggio non lascia una celebrazione della propria sconfitta. Lascia un invito quasi disarmante: uscite, lottate, abbracciatevi, non perdete il sorriso.

Forse una cattiva notizia è anche questo: scoprire che qualcosa che davamo per scontato non ci sarà più.

Una buona notizia, molto più piccola, è che qualcuno ci ricorda che le idee non hanno bisogno necessariamente di un server per continuare a esistere.

E che, qualche volta, chiudere non significa arrendersi.

giovedì 28 aprile 2022

Capitolo 8 - Gemma

Capitolo 8 - Gemma del mio #romanzo La cura:
Quando uscii dalla casa di Ada il sole faceva capolino dietro un panno ovattato di nubi e il silenzio mi toccò più di ogni altra cosa

Quando uscii dalla casa di Ada il sole faceva capolino dietro un panno ovattato di nubi e il silenzio mi toccò più di ogni altra cosa. Il silenzio mi faceva sentire limitata nel mio esserci fisicamente in quel luogo, come se in qualche modo fossi estranea al mio corpo. Avrei voluto andarmene lontano all’istante, e invece ero lì pesante come una pietra, tra onde di solitudine nel vuoto che mi…


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giovedì 21 aprile 2022

Capitolo 7 - Grisou

Capitolo 7 - Grisou del mio #romanzo La cura:
Non ebbi nemmeno bisogno di suonare il campanello perché il cancelletto che dava su un piccolo giardinetto davanti alla casa era aperto

Non ebbi nemmeno bisogno di suonare il campanello perché il cancelletto che dava su un piccolo giardinetto davanti alla casa era aperto. Camminai sulle pietre irregolari del vialetto e trovai la porta d’ingresso socchiusa. La spinsi, entrai. Passo dopo passo, mi facevo strada in casa di Ada in religioso silenzio ora che sapevo che il suo appartamento era una specie di memoriale.

“Vieni!” squillò…


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giovedì 14 aprile 2022

Capitolo 6 - La sospensione

Capitolo 6 - La sospensione del mio #romanzo La cura:
Era la prima volta dopo tanti giorni che mi vestivo…

Era la prima volta dopo tanti giorni che mi vestivo per uscire di casa e mi mancò la prontezza di scegliere cosa indossare. Dovetti concentrarmi su ciò che stavo per andare a fare per riuscire a mettere in fila, in una sequenza logica, tutte le azioni necessarie. Mi sentii come i vecchi che riescono con fatica a concludere le piccole cose quotidiane che ci rendono indipendenti.

Non ci avevo mai…


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giovedì 7 aprile 2022

Capitolo 5 - Il ritorno

Capitolo 5 del mio #romanzo La cura:
La mia prima uscita di casa ebbe come meta il terrazzo dove rimasi a farmi schiaffeggiare dall’aria fresca per una buona mezz’ora.

La mia prima uscita di casa ebbe come meta il terrazzo dove rimasi a farmi schiaffeggiare dall’aria fresca per una buona mezz’ora. Il sole continuava a splendere, il vento portava odori che non avevo mai sentito prima. Respiravo un leggero sentore di sale. Nel cielo azzurrino lunghe nuvole bianche veleggiavano cambiando dolcemente forma, spinte dal vento.

Si diceva che l’epidemia, avendo fatto…


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martedì 5 aprile 2022

Bulgakov e l'amore per Kiev

#Kiev è stata raccontata con amore da #Bulgakov nel romanzo La guardia bianca #StandWithUkraine

Non sono mai stato a Kiev, ma so che Kiev è stata raccontata con amore da Bulgakov nel romanzo La guardia bianca, con la sequenza di invasioni e assedi, che hanno accerchiato la città nell’inverno del 1918-19, e i loro assurdi orrori.

Leggere il romanzo è anche immaginare la rete di strade della città che Bulgakov descrive molte volte, con ogni tempo. C’è l’amore per le sue luci e la sua…


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domenica 3 aprile 2022

Capitolo 4 - Lei

Capitolo 4 del mio #romanzo La cura. Sonia, la protagonista è una giovane donna che ha perso sua madre durante la pandemia

I capitoli precedenti

Capitolo 1 – Il risveglio

Capitolo 2 – L’olio è stato versato

Capitolo 3 – I vasi

Fu di nuovo il lungo squillo del campanello a svegliarmi il quarto giorno. Mi ero addormentata proprio mentre iniziava a fare giorno. La luce bianca, forte del mattino mi aveva spinto a chiudere gli occhi. Da quel momento in poi ero scivolata in un dolce nulla, come immergersi in acque…


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